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L'estate dei primi b2b, lo stop di Ibiza alle licenze e i trent'anni di ADE
ADE compie trent'anni e apre con oltre 250 nomi
Amsterdam Dance Event festeggia il trentennale e mette in fila la prima ondata di artisti per l'edizione 2026, in programma dal 21 al 25 ottobre. Il primo annuncio conta più di 250 nomi, circa l'8 per cento di un cartellone che arriverà a superare i 3.000 artisti distribuiti su oltre 200 venue in tutta la città. Sul versante techno la lista pesa già parecchio, da Jeff Mills a Marcel Dettmann, da Adam Beyer ad Amelie Lens, passando per Helena Hauff, DJ Nobu e Freddy K. Accanto a loro nomi da main stage come David Guetta, atteso con il suo show Monolith ad AMF, e Armin van Buuren. Nato nel 1996, ADE riporta in gioco anche il Gashouder e ha scelto Jean-Michel Jarre come guest of honour del trentennale, a cinquant'anni esatti da Oxygène.
Ibiza verso lo stop alle licenze per nuovi club
Dall'isola arriva un segnale che tocca l'intera economia della notte. Il Consell d'Eivissa ha messo sul tavolo una proposta che congelerebbe il rilascio di nuove licenze per club e locali su tutta Ibiza, dentro il piano PIAT dedicato alla gestione del turismo. I club già attivi non verrebbero toccati, perché la misura non chiude nulla di esistente ma blocca l'apertura di nuovi spazi. Il vicepresidente del Consell, Mariano Juan, ha spiegato la linea senza troppi giri di parole, dicendo che in alcune zone la vita notturna è già sufficiente e che non vanno concesse altre licenze. Il piano dovrebbe entrare in vigore nel 2027, alla scadenza dell'attuale quadro normativo a fine 2026. Se approvato, fisserebbe il numero di club a quello attuale, con un effetto collaterale evidente: le licenze già esistenti diventano di colpo molto più preziose. Sullo sfondo restano i temi che spingono la stretta, dalle feste illegali alla pressione sulle infrastrutture, fino alla tenuta di un turismo di massa che sull'isola è da tempo sotto esame.
L'estate dei primi b2b
Il colpo d'occhio più interessante della stagione, però, sta dietro la consolle. In diciotto giorni si sono contati quattro b2b tra artisti che non avevano mai condiviso il booth prima. Skrillex accanto a RHR al Dekmantel il 31 luglio, Charlotte de Witte con Yousuke Yukimatsu a New York l'8 agosto, Carl Cox e Louie Vega in Sicilia il 14 agosto, Eric Prydz e Boris Brejcha davanti al Palazzo Reale di Bruxelles il 15. Messi in fila su un calendario, non sembrano più una coincidenza ma una precisa scelta di programmazione.
Gli ultimi due incontri raccontano la stessa tendenza da angolazioni diverse. Skrillex che scende al Dekmantel accanto a RHR segna l'incrocio tra il bass americano e il club europeo, mentre de Witte e Yukimatsu, uniti per la prima volta a New York, mettono insieme la techno da grande arena e un gusto più obliquo e selettivo. Due scene lontane, la stessa formula.
I due appuntamenti di peso, però, arrivano in coda. Quello tra Carl Cox e Louie Vega è un ponte tra due lignaggi: trent'anni di cartelloni condivisi e mai una consolle in comune, finalmente uniti nella notte di Ferragosto al Movida Beach Club di Letojanni, con la produzione di ADP Event. Cox ha portato la techno nei grandi spazi senza mai perdere il club; Vega, metà dei Masters At Work, è l'archivio vivente della house di New York, del disco e del Latin soul. Prydz e Brejcha, al contrario, sono lo studio degli opposti: la progressive dalle proporzioni monumentali contro l'high-tech minimal, portati davanti a circa 13.000 persone sul Paleizenplein. Un aggancio italiano forte, uno spettacolo su scala di piazza, e un formato, il b2b, che quest'estate ha smesso di essere un extra per diventare il vero titolo della serata.
Foto: Skrillex al Sziget Festival 2026 via Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)